Pasquale Fiorentino - Solo
Pia Calliope, come un tempo aiutasti
il mirabil poeta fiorentino
a descriver quei luoghi men nefasti
dove in vista di un migliore destino
le anime con gioia si purgavano,
fa' or che come una fiaccola il pennino
stretto nella mia mano
faccia luce sui miei mille pensieri
rei di aver cacciato la pace lontano.
Come quei fondali profondi e neri
del mar che celan ricche imbarcazioni
di condottieri e filibustieri,
così anche le mie soppresse emozioni
stan nei cupi meandri
dell'anima mia che fan da prigioni.
Ne risente il cuor di dolori grandi
che infin divenne dura e fredda pietra
poichè non più in lui caldo amor ti espandi
similmente al sì dolce suono di cetra
che di sofferenze fu il guaritore
e all'udir suo ogne malinconia arretra.
Divenni sordo a qualunque dolore
sol grazie all'intervento dell'alta mente;
della ragion divenni il difensore
iniziando a invidiare quella gente
che fu tanto coraggiosa a cingere
il cuor no di valor che san di niente,
bensì di una rosa fatta crescere
e anche più vivamente rosseggiare
da quella forza di spegnere
la paura di piantare
questo rosso fiore che solo spine
al cuor mio si preoccupò di lasciare.
Pia dea, e voi altre sorelle! Più vicine...
Che la pelle senta i divin sospiri!
Che trovin sostegno le membra chine
come quelle di un cavalier che miri
in ginocchio sconfitto il freddo suolo
aspettando che l'avversario tiri
sulla schiena la fredda spada in volo.
Scrissi ciò senza un principal motivo,
ma scrissi. Sempre e solo per me solo.