Luigi Diego Eléna - Laggiù dove è più profonda la riva
Qui alla torre saracena
dalla giostra di cavalli spumosi
s'affaccia paffuto il baciccio
che ama il mortaio scultoreo
trainato alle dolci tisane.
I castelli sono un secchio di sabbia
ai piedi di un bambino
e le garitte sentinelle
cabine con doccia
scatole di cartapesta
ai filari d'ombrelloni.
S'inchinano sottovento le agavi
fiorite ad un anno di vita
come un bugiardo arrivederci
all'arco di un ponte in caduta
laggiù dove è più profonda la riva.
Il dolore appartiene ad un altro.