Carlo Digiovanni - Dies Irae
Il fuoco divampò:
arsero i boschi,
l'acqua sfumò in vapore
sparute greggi implosero
in un caos primordiale.
Nei miseri abituri
intonaci sbreccati
come cenci consunti,
e nubi sfilacciate,
ogni odore d'umano
sconfinò nel vento,
ogni segno di vita
eclissò nella bufera.
Scoppi e boati di granate
urli di polvere e di carne:
e non rimase impronta
delle città dell'uomo.
In queste terre sole
la guerra non lasciò la vita,
ma la totale assenza,
baratro pronto ad ingoiare
anche un refolo di vento.