Fiabe Britanniche - J.Jacobs: Cappa di giunchi

Cappa di Giunchi

tratta dalla raccolta: "English Fairy Tales, 1890"

libro animato

C'era una volta un ricchissimo signore che aveva tre figlie. Un giorno decise di scoprire quanto bene gli volevano. Così chiese alla prima: "Quanto bene mi vuoi, cara?" E lei rispose: "Tanto quanto ne voglio alla vita." "Ottimo," disse lui. E chiese alla seconda: "Quanto bene mi vuoi, cara?" E lei rispose: "Più che a tutto il resto del mondo." "Ottimo," disse lui. E chiese alla terza: "E tu, quanto bene mi vuoi, cara?" E lei rispose: "Ti voglio bene come la carne vuol bene al sale". Il ricco signore si infuriò. "Tu non mi vuoi affatto bene," urlò, "e non resterai in questa casa un attimo di più". E lì per lì la buttò fuori e le chiuse la porta in faccia.

La fanciulla camminò tanto e camminò ancora, finché giunse presso una palude. Qui raccolse una manciata di giunchi sottili e se ne fece una specie di mantello col cappuccio, che la coprisse dalla testa ai piedi e nascondesse i suoi bei vestiti. Poi continuò a camminare, finché giunse ad una sontuosa dimora. "Vi serve una cameriera?" chiese. "No." le risposero. "Non so dove andare, e non chiederò salario, e sono disposta a fare qualunque lavoro." "Beh," le dissero, "se hai voglia di lavare pentole e scrostare padelle, fermati pure." Lei si fermò, lavò le pentole, scrostò le padelle e fece ogni sorta di lavoracci. E siccome non disse il suo nome, tutti la chiamavano Cappa di giunchi.

Un giorno ci fu un grande ballo in un posto poco lontano, e i servi ebbero il permesso di andare a vedere la gente elegante. Cappa di giunchi disse che era troppo stanca, e restò a casa. Ma appena gli altri se ne furono andati, si tolse il manto di giunchi, si fece tutta bella e andò alla festa. E nessun'altra aveva un vestito sontuoso come il suo. E là chi c'era se non il figlio del padrone, e che cosa non fece il figlio del padrone se non innamorarsi di lei a prima vista? Non volle danzare con nessun'altra. Ma prima che il ballo volgesse al termine, Cappa di giunchi scappò via e se ne tornò a casa. Quando arrivarono le altre cameriere lei faceva finta di dormire, avvolta nel suo mantello. Il mattino dopo le altre le dissero: "Ti sei persa uno spettacolo, Cappa di giunchi!" "E cioè?" "La più meravigliosa dama che si sia mai vista, bellissima ed elegantissima. Il signorino non le ha mai tolto gli occhi di dosso." "Mi sarebbe proprio piaciuto vederla," disse Cappa di giunchi. "Oh beh, stasera c'è un altro ballo, e magari verrà." Ma alla sera Cappa di giunchi disse che era troppo stanca per andare con loro. E invece, appena gli altri furono usciti, si tolse il manto di giunchi, si fece tutta bella e andò alla festa. Il figlio del padrone aspettava con ansia di rivederla, e non ballò con nessun'altra, e non le tolse mai gli occhi di dosso. Ma prima che il ballo volgesse al termine, lei scappò via e se ne tornò a casa, e quando le altre cameriere rientrarono, fingeva di dormire avvolta nel suo manto. Il giorno dopo le altre ricominciarono: "Cappa di giunchi, ieri sera dovevi proprio venire a vedere quella dama. È arrivata, bella più che mai, e il signorino non le ha mai tolto gli occhi di dosso." "Ma và," rispose lei, "mi spiace proprio di non averla vista." "Stasera c'è un altro ballo, e devi venire a tutti i costi perché lei ci sarà di certo." E insomma, si fa sera, e Cappa di giunchi dice che è proprio troppo stanca, dicano quello che vogliono, lei resta a casa. Ma appena se ne furono andati tutti, si tolse il manto di giunchi, si fece bella e andò alla festa. Quando la vide, il figlio del padrone impazzì di gioia. Non ballò con altre che lei, e non la perse di vista un attimo. E siccome lei non volle dirgli il suo nome, né da dove veniva, lui le diede un anello e le disse che se non l'avesse rivista sarebbe sicuramente morto. E prima che il ballo volgesse al termine, lei scappò via e se ne tornò a casa, e quando le altre cameriere rientrarono fingeva di dormire avvolta nel suo manto. Il giorno dopo le dissero di nuovo: "Ecco, ieri sera non sei venuta e adesso la bella signora non la vedrai più, perché altri balli non ce ne sono." "Eh, mi sarebbe talmente piaciuto vederla!" rispose Cappa di giunchi.

Il figlio del padrone si diede da fare in ogni modo per scoprire dove fosse finita la sconosciuta, ma chiedi oggi, cerca domani, non riuscì a sapere niente di lei. E ogni giorno che passava soffriva sempre più di mal d'amore, finché fu obbligato a restare a letto. "Fai un pò di brodo per il signorino," dissero alla cuoca, "sta morendo d'amore per la bella dama". La cuoca cominciò a prepararlo, e arrivò Cappa di giunchi. "Che fai?" chiese alla cuoca. "Preparo un pò di brodo per il signorino, perché sta morendo d'amore per la bella dama." "Lascia che lo faccia io," disse Cappa di giunchi. Da principio la cuoca non voleva saperne, ma alla fine disse di sì, e fu Cappa di giunchi a preparare il brodo. Quando fu pronto, ci lasciò scivolare furtivamente l'anello, e poi lo diede alla cuoca perché lo portasse di sopra. Il giovane bevve il brodo, e vide sul fondo l'anello. "Mandatemi la cuoca," disse. E lei arrivò. "Chi ha fatto questo brodo?" chiese. "Io," rispose la cuoca, perché era spaventata e lui la fissava negli occhi. "Non è vero," disse il giovane, "dì chi l'ha fatto, e nessuno ti punirà." "Beh, è stata Cappa di giunchi."

Fu chiamata anche Cappa di giunchi. "L'hai fatto tu, questo brodo?" chiese il giovane. "Sì". "E dove hai preso questo anello?" "L'ho preso da colui che me l'ha dato." "Ma tu chi sei?" "Adesso le faccio vedere," rispose lei, si tolse il mantello ed eccola lì, bellissima ed elegante. Il figlio del padrone guarì in men che non si dica, e fu fissato il giorno delle nozze. Volevano fare un matrimonio in pompa magna, e furono invitati tutti, vicini e lontani. Fu invitato anche il padre di Cappa di giunchi. Lei però non l'aveva detto a nessuno che era suo padre.

Qualche giorno prima delle nozze Cappa di giunchi andò dalla cuoca e le disse: "Voglio che tu prepari e cucini tutti i piatti senza metterci nemmeno un pizzico di sale." "Saranno cattivi da morire." "Non ci pensare." "Benissimo allora." Arrivò il giorno delle nozze, e il matrimonio fu celebrato. Celebrato il matrimonio, tutti si misero a tavola. Quando arrivò la carne, era così scipita che non si riusciva a mangiarla. Il padre di Cappa di giunchi provò ad assaggiare tutto, e poi scoppiò in lacrime. "Cosa succede?" gli chiese il figlio del padrone. "Sapessi!" rispose lui, "avevo una figlia. Un giorno le ho chiesto quanto bene mi voleva. Lei mi ha risposto ' Ti voglio bene come la carne vuol bene al sale '. E io l'ho cacciata di casa, pensando che non mi volesse affatto bene. Adesso capisco che mi voleva più bene lei delle altre, e per quel che ne so magari è morta. "No, padre, eccola qui," disse Cappa di giunchi. E corse a buttargli le braccia al collo, così vissero per sempre tutti felici e contenti.