|
Classiche
D'Autori Moderni
Amatoriali
Dal Mondo
C.Rinaldi
Home
Forum
Claudio Rinaldi
Lo strano sogno
Durante una notte rovente di un'estate, di mille pensieri fa,
Jean Claude incominciò a percepire delle forti sensazioni
che s'abbigliarono delle vesti di uno strano sogno.
Si ritrovò, da solo, su di una grande spiaggia di neve.
Stupito, osservò il mare che accarezzava, dolcemente e senza
scioglierlo, quel manto silenzioso di granelli di neve.
Le labbra di Jean Claude lambirono l'acqua del mare.
Insolitamente era caldissima.
" È impossibile che il caldo ed il freddo possano vivere
insieme ",
pensò Jean Claude.
Come per malìa si ritrovò in un immenso prato con
ciuffi d'erba
Di forme e di colori diversi. Il prato sembrava un grande
patchwork.
" Ma l'erba non è solo verde? " si domandò Jean
Claude.
Di poi rivolse lo sguardo al cielo. Le sue mani s'inabissarono in
qualcosa di soffice. Era seduto su di una nuvola di zucchero filato che
fluttuava tra una famiglia di altre nuvole.
C'era la nuvola-mamma, la nuvola-papà e le nuvole-bambini.
Jean Claude parlò con ognuno di loro.
" Sarò impazzito. Sono seduto su di una nuvola di zucchero
filato e parlo con una famiglia di nuvole ", pensò
nuovamente chiudendo gli occhi.
Jean Claude riaprì I suoi occhi stanchi ed era in una
caverna dove scorreva un fiume tranquillo ma diverso dal solito.
Le gocce dell'acqua del fiume erano a forma di cuoricini.
Jean Claude notò che il fiume s'insinuava tra le
rocce più profonde della caverna ed I cuoricini scomparivano
nell'anima della Terra.
All'improvviso Jean Claude si svegliò. Era turbato da quel
strano sogno. Si alzò dal letto e si diresse verso il
terrazzo della sua casa.
Il paesaggio che si presentava al suo sguardo era sempre lo stesso: una
grande città senz'aria, senz'amore e piena di sorrisi
dipinti su dei volti di cera.
Jean Claude si sdraiò di nuovo sul letto. Serrò
gli occhi cercando di sognare ancora. Non ci riuscì.
" Perché un sogno, un qualsiasi sogno anche quello
più strano,
Non può trasformarsi in realtà? " si chiese
più volte Jean Claude.
Una fievole voce aleggiò nella sua buia e triste camera.
" Potrai passeggiare su di una spiaggia di neve vicino al mare caldo.
Potrai sederti su di una nuvola di zucchero filato e parlare con una
famiglia di altre nuvole. Potrai guardare scorrere un tranquillo fiume
di cuoricini.
Potrai fare tutto questo, figlio mio, solo se l'uomo crederà
Ancora nei sogni. "
E nell'aria si udì il suono melodioso di un'arpa…
torna su
|
|