Fiabe e Favole Classiche - Antonio De Nino

fotoritratto di De Nino

Antonio De Nino nacque nel 1833 a Pratola Peligna, un Comune in provincia dell'Aquila, situato nella Conca Peligna. Ancora oggi Ŕ considerato uno dei maggiori e pi¨ celebri studiosi di folklore italiano, e, specialmente, abruzzese. Fu storico, antropologo, e archeologo. Nel corso della sua vita, si dedic˛ con grande interesse e passione allo studio delle tradizioni e della cultura dei territori della sua terra; studio da cui deriv˛ una vasta opera sviluppata in sei volumi, dal titolo "Usi e costumi abruzzesi", pubblicata tra il 1879 e il 1997, opera nella quale confluirono anche 75 fiabe tradizionali abruzzesi, raccolte instancabilmente dalla viva voce del popolo. Dovendo, poi, scegliere, se trascrivere questi racconti popolari direttamente dai vari dialetti locali, oppure, tradurli in italiano, De Nino stesso, nell'introduzione rivolta al lettore, giustifica con queste parole la sua scelta:

[..]Fiabe in dialetto, sempre per˛ con rappezzature (e si disilludano quelli che credono diversamente), si possono raccogliere: e io stesso ne ho raccolte in buon dato. Se non che, quando sono scritte in dialetto, restano quasi esclusivo patrimonio dei filologi. E a me, invece, premeva, e preme, che gli usi e i costumi degli Abruzzi escano dalla ristretta cerchia filologica, e si diffondano, il pi¨ generalmente che si pu˛, negli altri paesi d'Italia; onde nei riscontri, qua e lÓ, delle stesse fiabe, sia meglio conosciuta la ragione intima, non pure della fratellanza, non ben palese, della varie nazioni fra loro. Ecco perchÚ dunque ho preferito la lingua nazionale, riserbandomi di contentare, in appresso, anche chi, per altro con molte benemerenze, si occupa esclusivamente di filologia comparata. E, preferendo la lingua nazionale, non ho trascurato di mettere in rilievo le pi¨ spiccate fattezze e movenze della semplice, vigorosa e svelta persona del nostro popolo; perci˛, quando non mi Ŕ mancata l'opportunitÓ, ho lasciato manifestare idee con voci e frasi che proprio gli appartengono."

Da appassionato raccoglitore delle tradizioni abruzzesi, oltre alle fiabe, fanno parte della sua monumentale raccolta, anche anche svariate leggende, proverbi, filastrocche, rimedi contro le malattie, giochi fanciulleschi, tradizioni varie, e quant'altro si possa ricondurre all'identitÓ storica e culturale di un popolo.

Grande amico del celeberrimo D'Annunzio, gli fu d'ispirazione per diverse opere relative all'ambiente e ai costumi abruzzesi. Nel corso della sua vita, fu maestro elementare, ma rifiut˛ costantemente incarichi di presidenza in scuole non abruzzesi, per via del suo innato e prorompente attaccamento alla terra d'origine.

Morý a Sulmona (AQ) il 1 marzo 1907.

Per un interessate approfondimento, vi rimando alla voce a lui dedicata sull'Enciclopedia Treccani.

Altri documenti on line consultati:

Fonte della fotografia: Regione Abruzzo.

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Fiabe tratte da "Usi e costumi abruzzesi"